Adidas Futurecraft Biofabric: le scarpe biodegradabili che si decompongono in 36 ore

In un futuro prossimo, quando le nostre scarpe da running saranno troppo usurate per essere utilizzate o regalate, invece di buttarle via e lasciare che quei materiali continuino a inquinare l’ambiente per centinaia di anni, potremo decomporle in casa con uno speciale enzima. Il primo prototipo è già pronto e ha un nome: Adidas Futurecraft Biofabric.

Sono le prime calzature a essere fabbricate in Biosteel, una fibra ad alte prestazioni creata dall’azienda tedesca di biotech AMSilk, specializzata nella produzione di biopolimeri di seta sintetica. Resistente ed elastica, quasi come la tela tessuta dai ragni, Biosteel è una seta artificiale, morbida al tatto e interamente biodegradabile. AMSilk la crea in laboratorio, impiegando una quantità di energia e combustibili fossili molto inferiore rispetto a quella necessaria per la plastica tradizionale. Il processo prevede la fermentazione di batteri geneticamente modificati e la produzione di un sostrato di polvere, poi trasformato in filato.

Grazie a Biosteel, le Adidas Futurecraft Biofabric sono il 15% più leggere di un paio di scarpe realizzate con polimeri tradizionali e così resistenti da durare quanto un paio di comuni calzature da ginnastica, cioè circa due anni di utilizzo intenso. A differenza di queste ultime, però, quando arriverà il momento di disfarsi delle Adidas ormai logore, basterà applicare la soluzione contenente l’enzima miracoloso, fornito in bustina insieme alle scarpe al momento dell’acquisto. In 36 ore la tomaia si sarà dissolta e rimarrà solamente la suola.

“Usando le fibre Biosteel nei nostri prodotti abbiamo raggiunto un livello di sostenibilità senza pari – ha affermato James Carnes, vice presidente della strategy creation di Adidas – questo è un passo in avanti pionieristico, oltre la sostenibilità, all’interno di un nuovo territorio: l’innovazione bionica”. La lotta all’inquinamento ambientale sta a cuore ad Adidas, tanto quanto la volontà di rivoluzionare l’industria dell’abbigliamento sportivo. Ai circa 300 milioni di prodotti che l’azienda vende ogni anno, molti dei quali biodegradabili, lo scorso anno si è aggiunto Adidas UltraBoost Uncaged Parley, il primo paio di scarpe realizzato riciclando i rifiuti degli oceani, in collaborazione con l’associazione Parley for the Oceans.

Le Adidas Futurecraft Biofabric, invece, faranno il loro ingresso nel mercato all’inizio del 2018 e saranno prodotte in Europa e negli Stati Uniti, non in Asia come la quasi totalità della produzione mondiale di questo tipo di calzature. “Il prezzo sarà leggermente più alto rispetto ad un paio di scarpe da ginnastica classico – ha spiegato Joe Klein, amministratore delegato di AMSilk – ma comunque sostenibile per il consumatore medio”. D’altronde, un costo maggiore è giustificato in parte dall’esclusiva tecnologia adottata e in parte dal beneficio che ne ricava l’ambiente. “Il petrolio, la materia prima da cui si ottengono le fibre per le scarpe tradizionali, è una risorsa in via di esaurimento – ha aggiunto Klein – un giorno, prima o poi, finirà, e a quel punto dovremo decidere cosa fare con le nostre scarpe: bruciarle o tenercele senza smaltirle per centinaia di anni”. Adidas ci offre una terza opzione, la più innovativa e la più vantaggiosa.

 

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