Abbiamo incontrato Aiello in occasione del suo nuovo singolo “Sentimentale” in collaborazione con Levante.
“Sentimentale” è il primo capitolo del nuovo percorso artistico di Aiello, percorso che vedrà l’uscita nel 2026 di un nuovo album di inediti pieno di sfumature mature, inedite e personali. Aiello prosegue nel lavoro intrapreso un anno fa di scrittura, produzioni, incontri, un lavoro che lo sta portando a pubblicare ogni volta solo brani che davvero rispecchiano il momento artistico e personale che sta vivendo.
Aiello torna al centro delle sue emozioni con la lucidità di chi sa guardarsi indietro senza nostalgia, scrivendo un brano pop senza tempo, capace di parlare a chiunque, in qualunque momento: un classico contemporaneo che suona familiare e universale al primo ascolto.

Foto: Ufficio Stampa
“Sentimentale” è il primo capitolo di un nuovo percorso artistico. In che modo questo brano anticipa il tuo prossimo album previsto per il 2026?
In questo progetto ho notato che mi sto muovendo tra due filoni. Un pop senza tempo con un retrogusto un po’ retrò ma assolutamente contemporaneo. E un R&B un po’ rarefatto figlio degli ascolti che io faccio sin da quando ero ragazzino e che faccio tutt’ora. Sto provando a mescolare entrambi gli stili, a volte predomina il pop altre volte l’R&B. “Sentimentale” fa parte del versante pop e sono contento di averlo condiviso anche con Claudia (Levante).
Di cosa parla?
“Sentimentale” è l’ultimo capitolo di una storia d’amore in cui invece di prenderci a brutte parole e avere rabbia e rancore, io credo ci si possa lasciare, pur con del dolore dentro, senza farla finire per forza male, senza quella rabbia e quell’amaro in bocca. In questo brano io fotografo dei saluti finali, un abbraccio e delle lacrime, che ovviamente sono inevitabili. Credo che ci si possa augurare buona fortuna anche se non abbiamo intenzione di vederci più.
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Come sei riuscito a trasformare un’emozione così intima in una canzone pop e leggera?
Questa è la magia della musica, è un processo che trasforma il tuo vissuto, se hai voglia di raccontarlo, in tre minuti di grande autenticità, se tu decidi di non avere filtri. Io quando scrivo non ho mai filtri, non mento mai, in questa canzone nemmeno e quindi è tutto molto naturale. Non mi faccio molte domande mentre scrivo, sento solo il bisogno di raccontare e condividere la mia storia e poi magari rifletto sul suono che voglio, quando scrivo è un flusso senza argini.
Sei solito scrivere di tue esperienze personali o ti ispiri a storie altrui?
Sono storie personali nel 90% delle volte, per fortuna o purtroppo (ndr. ride). Quando aggiungo storie di altre persone che mi colpiscono cerco sempre di essere quanto più vero. Lavoro poco di fantasia e cerco di condividere delle fotografie reali di quello che è successo.
È la tua prima collaborazione con Levante. Da cosa nasce questa collaborazione e com’è stato lavorare con lei?
Nasce da un incontro che abbiamo fatto a Roma circa due anni fa. Abbiamo iniziato questo rapporto di amicizia in maniera molto naturale e bella, ridiamo e ci divertiamo molto io e Claudia. Un giorno ho capito che questa canzone poteva avere una compagna di viaggio speciale, sentivo il bisogno di una voce femminile e la voce di Claudia mi fa impazzire. Lei come me non è una che fa molte collaborazioni così facilmente, è una che ha bisogno dell’umanità prima ancora della canzone. Ci siamo trovati sotto questo punto di vista, la canzone le è piaciuta. Come mi piace sottolineare credo che non sia facile per un cantautrice o un cantautore mettersi delle parole in bocca che non sono tue. Devi veramente fidarti e sentire questa storia tua. Lei sotto questo punto di vista è stata molto coraggiosa e generosa, ha scelto di raccontare una storia che è la mia e ha anche scritto una parte dello special. Ci accomunano tante cose nella nostra diversità profonda, forse una su tutte è il fatto che siamo affezionati al drama, al dolore e che ci piace anche raccontarlo senza troppi filtri, provando ad uscirne da vincitori, da chi non si arrende mai.
Pensi che Levante abbia aggiunto qualcosa al pezzo?
Vocalmente ha aggiunto un colore bellissimo, che in maniera molto sorprendente si è mescolato al mio. Ci ha aggiunto la sua verità, il suo pathos, e anche la sua penna.
Hai detto che la musica può aiutare a decodificare ciò che cuore e mente non riescono a razionalizzare. C’è qualcosa che “Sentimentale” ti ha aiutato a comprendere di te stesso?
Sì, che in realtà ha considerato la considerazione che io ho di come si possono finire le storie di amore, di come bisogna accettare. Diciamo che io in questo ultimo anno e mezzo ho familiarizzato sempre di più con il termine “accettare”, sono sempre stato bravo ad accettare le scelte altrui, ma ho imparato proprio ad accettare e a lasciare andare delle cose mie, che è una grande fatica, è un esercizio che sto facendo quotidianamente e noto piano piano delle evoluzioni.
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Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo album che avrà luce nel 2026?
A livello di genere musicale, come ho detto precedentemente, è molto pop e R&B, contemporaneo, e nella scrittura. Non per forza storie d’amore in relazione a qualcun altro ma soprattutto con me stesso. In alcuni casi sarà difficile capire se io la sto dedicando a una persona o a me. In quest’ultimo anno e mezzo ho iniziato un rapporto nuovo con me stesso. Per la prima volta con meno filtri e meno limitazioni, e quindi sono altri punti di vista dell’amore che non avevo mai trattato.
Per concludere, la collaborazione dei tuoi sogni?
Rosalía.
Intervista a cura di: Victoria Picchietti
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