Abbiamo intervistato Alexia in occasione del suo concerto evento al Fabrique di Milano con “THE PARTY – BACK TO THE DANCEFLOOR”, il live-evento in programma il 26 marzo al Fabrique di Milano. Una serata speciale pensata per celebrare il legame profondo tra l’artista e la musica dance che l’ha resa un’icona internazionale. 

Sul palco del Fabrique prenderà vita una vera e propria festa della dance, un viaggio attraverso la carriera di Alexia costellata di hit che hanno fatto ballare generazioni di pubblico in tutto il mondo. In scaletta non mancheranno i suoi brani più amati, da “Summer Is Crazy” a “Uh La La La”, fino a “Me and You”, insieme ad altri successi che hanno segnato la storia della dance italiana.  

Quali sono stati per te i momenti più importanti della tua carriera?

Sicuramente la prima parte della mia carriera che io chiamo “la carriera prima della mia carriera”, quando il brano “Think About The Way” (con Ice MC, ndr) ha preso il largo ed è diventato una hit mondiale. Questo brano mi ha consentito poi di proseguire con una carriera da solista e nel 1996 con la pubblicazione di “Summer Is Crazy” ci fu un primo approdo all’estero, poi la firma successiva con una casa discografica DWA e nel ’97 la canzone “Uh La La La” divenne un successo internazionale. Un’altra fase importante è stato il cambio di lingua nel 2002 con il Festival di Sanremo, e poi ovviamente tutti i vari passaggi anche più scuri della mia vita che però mi hanno portato verso quello che sono diventata oggi: un’artista consapevole che ha intenzione comunque di portare avanti ciò che è stato e ciò che sarà con una nuova consapevolezza.

Uno spoiler dei look che vedremo al Fabrique?

Saranno dei look che riprenderanno i momenti storici della mia carriera quindi gli anni ’90, gli anni 2000 ma soprattutto che andranno a sottolineare quei dettagli che sono fondamentali per accompagnare un periodo storico musicale e anche le ispirazioni musicali a cui io mi sono affidata per poter imparare a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo.

Foto: Ufficio Stampa

Sei una delle stelle della musica dance italiana, ad oggi chi pensi che siano le promesse di questo genere musicale?

Trovo che oggi l’offerta musicale sia vastissima ed è veramente difficile capire che cosa è destinato a rimanere e che cosa non è destinato a rimanere. Vedo che ci sono artisti come Lola Young che secondo me sono veramente destinati a rimanere. Olivia Dean trovo che sia molto interessante e ovviamente anche Raye.

Cosa pensi del fatto che, per le donne, emergere nel mondo musicale sia più difficile rispetto agli uomini?

La mia opinione è che bisogna fregarsene di quello che la gente pensa. Alcuni forse non hanno capito che noi giochiamo, in inglese si dice “We Play” quando suoni, mettiamo in scena una cosa. Non dico che sia una finzione ma è arte, ed è fine a se stessa. Poi magari ci può essere qualcuno che si trova molto bene in alcune vesti però non si può giudicare solo dall’apparenza.

Negli ultimi mesi ti sei esibita anche in festival importanti all’estero, cosa ti piace di più del rapporto con i fan di altri paesi?

Mi piace molto quando dopo tanti anni magari mi esibisco in un paese, non è partita ancora la connessione, perché spesso mi esibisco in festival molto grandi e sono tanti gli artisti che si esibiscono quindi magari sali sul palco e non tutti si ricordano di te, ed è molto bello perché è come ripartire da zero, no? Li riconquisto ma non lo faccio solo con le canzoni, ma con la mia nuova consapevolezza. So quali sono i mezzi per comunicare con loro.

Per concludere, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ripartirò da questo evento che è al Fabrique il 26 di marzo e da lì ovviamente i prossimi appuntamenti saranno fra l’Italia e l’estero, e soprattutto c’è musica nuova che sta nascendo. Siamo qua, pronti a ritornare.

Intervista a cura di: Irene Campagna

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