








Abbiamo intervistato Dennis in occasione dell’uscita del suo nuovo album “Stargirl“, disponibile da venerdì 24 aprile.
Dopo una distanza necessaria un nuovo inizio per Dennis: le dodici tracce che compongono “Stargirl” diventano la colonna sonora di questo nuovo inizio. Una playlist intima e profonda, capace di essere allo stesso tempo personale e collettiva, che attraversa generi, immagini e stati d’animo senza restare mai ferma in un’unica direzione.
Un disco pop contemporaneo che si muove come un racconto, dove ogni passaggio cambia il modo di guardare ciò che è già accaduto.

Foto: Ufficio Stampa
Ti abbiamo conosciuto come Deddy ad Amici, oggi sei Dennis. Cosa ha rappresentato per te questo passaggio?
Questo passaggio ha rappresentato la presa di coscienza nei miei confronti, semplicemente, umani e artistici. Ho capito in che direzione stessi andando, quale volevo che fosse il mio futuro, e quindi prendere consapevolezza dei miei mezzi significava anche prendersi cura di tutto ciò che erano i propri dialoghi, ed essendo sinceri con se stessi raccontando la propria vita era anche giusto prendere il mio nome, Dennis.
Torni dopo anni con un album, di cosa parla “Stargirl”?
“Stargirl” è un insieme di emozioni, un viaggio che attraversa una serie di emozioni ed è un percorso di quest’entità che è “Stargirl“, che cambia il suo modo di vedere la vita in base agli avvenimenti che le capitano.
Questo progetto parte da una distanza necessaria, da cosa sentivi il bisogno di allontanarti?
Sentivo il bisogno di allontanarmi sicuramente dalle aspettative che mi ero posto, da quelle generali che c’erano nei miei confronti e da quello che era l’obiettivo di massimo, nel senso riscoprisi un secondo e scegliere di fare musica per il bello di fare musica.
“Stargirl” è una persona reale o una parte di te?
“Stargirl” è sicuramente una parte interiore che penso abbia ogni persona in realtà. È quel lato più sognante ed emotivo di noi.
Nella scrittura di questo album ti sei ispirato a qualcuno?
In realtà nessuno in particolare. Sicuramente ho avuto tante influenze in questi anni dovuti agli ascolti che ho fatto nella mia quotidianità però nessuno in particolare a cui mi sono ispirato.
Come è nato questo progetto e che messaggio vorresti lasciare?
Questo progetto nasce da un insieme di caselle che si mettono al loro posto semplicemente vivendo la vita, quindi è un album che si è assestato mano a mano che la vita è passata. Quello che voglio che resti di questo progetto è il passaggio che ha avuto quest’anima, che può essere “Stargirl“, che posso essere io o chi ha ascoltato il mio percorso da Deddy a Dennis e sta vivendo questo passaggio con ho vissuto anch’io.
Il tuo duetto dei sogni?
Ad oggi mi piacerebbe molto collaborare con Madame, perché ha fatto un disco incredibile.
Quanto ti ha formato l’esperienza ad “Amici” nella costruzione della tua identità artistica?
È stata fondamentale, nel senso che io se non avessi fatto “Amici” non sarei sicuramente né l’artista ne la persona che sono oggi, quindi se dovessimo guardare esclusivamente quello che sono oggi è stato fondamentale ma lo è a prescindere, in realtà. “Amici” e il percorso che ho fatto sono stati fondamentali per portarmi a quello che sono oggi.
Intervista a cura di: Stefano Massi