




Abbiamo intervistato Lea Gavino in occasione dell’uscita del suo primo EP “11 Volte”, disponibile da venerdì 1 maggio.
Nei sei brani che compongono l’EP Lea condivide un racconto fatto di legami e distanze, trasformando le esperienze personali in immagini universali, attraverso una scrittura intima e un universo sonoro avvolgente. Al centro ci sono le storie di una ragazza che si interroga sulle relazioni, le delusioni, la vita adulta e immaginata, tra i ricordi e la spensieratezza dell’infanzia e dei suoi rapporti familiari.
Lea Gavino, conosciuta soprattutto come attrice (anche in Skam Italia), ha sempre coltivato la musica scrivendo i propri brani. Oggi sceglie di raccontarsi in prima persona attraverso uno stile intimo e autentico, condividendo emozioni e vissuti con sincerità.

Foto: Ufficio Stampa
“11 Volte” è il tuo EP di esordio, cosa racconta di te?
“11 Volte” racconta di me, della mia modalità di vivere questi sentimenti in maniera altalenante, lunatica e poco coerente. Rappresentano un po’ i capitoli dentro i quali metto i momenti significativi che mi hanno fatto crescere e che spesso sono impersonificati dalle persone che mi hanno accompagnato per un periodo.
Cosa rappresentano per te queste “11 Volte”? E perché proprio questo nome?
“11 volte” è il titolo perché mi sembra che dia il giusto peso ad un EP che secondo me assomiglia ad una forma di libro diviso a capitoli. L’emozione che provo lanciando questo EP è forte, è genuina, è di novità, di curiosità e quello che spero di lasciare è la traduzione del testo da parte del pubblico, mi piace quando l’ascoltatore mette del suo dentro i pezzi e si reinventa una storia.
“Serratura” è la focus track del disco. Cosa rappresenta nel racconto dell’EP?
“Serratura” secondo me rappresenta un finale un po’ dolce-amaro, ruvido e scanzonato di questo EP. Non pretende eleganza, forma o sciccherìa diciamo, è un po’ la traccia maleducata secondo me, un po’ la traccia arrabbiata di questo racconto.
Ti abbiamo conosciuta la prima volta grazie alla serie “Skam Italia”. Quanto ti ha dato e cosa ti ha lasciato questa esperienza nel tuo percorso artistico?
“Skam Italia” mi ha dato tanto perché ho interpretato un personaggio delicato, dolce ma allo stesso tempo incisivo. Quando poi ho terminato le riprese mi sono resa conto di essere più in pace con la mia femminilità nel senso di dolcezza.
Intervista a cura di: Damiano Tortella