Abbiamo incontrato Maria Antonietta & Colombre che sono per la prima volta tra i big in gara alla 76esima edizione del Festival di Sanremo, un debutto all’Ariston che segna una nuova tappa fondamentale del loro percorso artistico.
Dopo oltre dieci anni di album, palchi, festival, collaborazioni e un lungo percorso di crescita artistica parallelo, il loro debutto a Sanremo rappresenta un momento condiviso per due artisti con alle spalle una storia musicale costruita con costanza, ricerca e una gavetta autentica.

Foto: Ufficio Stampa
Debuttate per la prima volta in gara tra i BIG del Festival di Sanremo: Cosa vi aspettate da questa avventura?
Maria Antonietta: Non lo sapremo finché non saremo lì, quale sarà la realtà, ma noi partiamo pieni di entusiasmo.
Colombre: Sicuramente ci aspettiamo un’avventura, poi le avventure non sai mai come vanno a finire, potresti andare in Marocco e bucare una gomma oppure fare il bagno in un posto incredibile che non conoscevi.
Quando avete capito che “La felicità e basta” sarebbe stato il brano giusto per il Festival?
Maria Antonietta: Abbiamo capito che era il brano giusto quando Carlo Conti l’ha scelto (ridono, ndr). Prima ci sembrava una bella canzone, ci sembrava una canzone che ci rappresentava, ci piaceva il fatto che non fosse una canzone d’amore ma che fosse una canzone politica con al centro un messaggio importante per noi, però ecco l’abbiamo presentata, non l’abbiamo scritta per il Festival ma l’avevamo nel nostro deposito di brani.
Colombre: È nata quest’estate quando hai la fortuna di catturarle (le canzoni, ndr) che sono nell’aria, le catturi e dici “wow”. È venuta fuori quest’idea, ci abbiamo lavorato sopra, poi ci hanno chiesto se avevamo una canzone che volevamo far sentire a Carlo Conti, avevamo quella che ci rappresentava e abbiamo detto “ok”.
Cosa ha significato per voi unirvi artisticamente dopo oltre 10 anni di carriera con percorsi separati?
Colombre: Mah, mi piace pensare che a livello poetico sia bello che in questa tappa del nostro percorso che è Sanremo, ci siamo arrivati insieme sul fotofinish. Alla fine, siamo insieme da tanto tempo quindi siamo un po’ anche artisticamente cresciuti insieme con dei percorsi ovviamente paralleli, però..
Maria Antonietta: Ci rende sostanzialmente felici quello di poter condividere un’avventura così bella com’è stata quella della scrittura di un disco, come sarà Sanremo ed è anche una soddisfazione rispetto a tutto il lavoro fatto sia da soli che insieme in questi anni.
Con il vostro brano raccontate la nostra realtà politica. Che tipo di responsabilità sentite nel farlo?
Maria Antonietta: Io credo che scrivere canzoni e scrivere in generale sia qualcosa che ti fa sempre percepire la responsabilità, perché le parole sono potentissime, sono capaci di cambiare la realtà e forse è per questo che sono sempre stata appassionata e innamorata delle parole e di scrivere.. che siano poesie, che siano canzoni, la scrittura è legata alla responsabilità. Ma questo è bello, non lo vivo come un peso ma lo vivo anzi come un super potere. Poi se le cose cambiano non lo sai, però tu senti che potresti anche farcela, potresti dire una cosa che ha un senso e che potrebbe magari far accadere qualcosa di bello.
3 parole per descrivere il vostro brano?
Colombre: “Luminoso”, mi viene in mente.
Maria Antonietta: Io dico “spavalda” perché mi piace.
Colombre: “Libero”, una canzone libera dove abbiamo fatto quello che volevamo senza nessun tipo di compromesso.
Duetto dei vostri sogni?
Maria Antonietta: Vabbè il duetto dei miei sogni è Patty Smith.
Colombre: Sarebbe stato incredibile fare qualcosa con Brian Wilson.
Intervista a cura di: Irene Campagna