Abbiamo incontrato Eddie Brock, cantautore romano che in questi ultimi mesi si è fatto conoscere grazie a “Non è mica te”. Il suo ultimo singolo, dopo la viralità sui social, ha invaso le classifiche streaming delle principali piattaforme musicali.
Se hai aperto TikTok almeno una volta nelle ultime settimane, è impossibile non aver ascoltato: “Lei è bellissima ma non è te, lei è bellissima ma non è te”. Dietro questo ritornello c’è Edoardo Iaschi, in arte Eddie Brock, cantautore romano classe ’97 che ha sempre messo la musica al centro della sua vita. Il nome d’arte nasce dalla passione per i fumetti e dal suo legame d’infanzia con l’universo Marvel, in particolare con il personaggio Venom. Fin da ragazzino scrive poesie che poi diventano canzoni: già dall’età di 11 anni inizia a mettere su note le sensazioni del quotidiano. “Non è mica te” parla del dolore di un amore che non è stato come lo si immaginava, dell’inevitabile consapevolezza che lei è bellissima, ma non è mica te.
Qual è stato il tuo approccio alla musica?
Ero piccolo, mio papà mi faceva sentire musica di ogni genere e grazie a questo mi sono appassionato e ho continuato, ma il tutto è successo molto casualmente.
Negli ultimi mesi è esploso sui social il tuo brano “Non è mica te”. In merito a questo, quanto la viralità di un brano su TikTok può cambiare il futuro di un artista emergente?
La viralità di un brano su TikTok sicuramente è una carica emotiva e fa piacere, ma la cosa importante e veramente bella è vedere le persone che ti conoscono bene grazie alla tua musica. Alla fine su TikTok va virale una parte di canzone: se fai un concerto e le persone che vengono sanno solo il pezzo virale, non è proprio il massimo.
Ti aspettavi un boom improvviso proprio su questo brano?
“Non è mica te” non era nemmeno il singolo che doveva uscire, quindi non avevo idea che potesse andare virale. Lo abbiamo solo sponsorizzato un po’ su TikTok e poi è partito da sé.
Qual è il ricordo più bello che ti ha lasciato questa canzone negli ultimi mesi?
Probabilmente il raduno che abbiamo fatto per cantare insieme.
Credi che per gli artisti emergenti ci siano ancora porte aperte all’esterno? O che ognuno debba essere in grado di costruirsi le proprie possibilità da solo?
Devi avere il carattere per stare alle regole che ti danno là fuori, per esempio all’interno di un talent. Devi esserci portato e non tutti lo sono. Quindi, a volte, forse provare a costruirsi da solo il proprio futuro può essere quasi meglio.
Cosa diresti al te bambino?
Al piccolo Eddie direi: stai sereno, continua a fare musica senza pensare ai numeri. Gli obiettivi piano piano li raggiungi e li cambi che nemmeno te ne accorgi. Tu divertiti e quello che viene, viene.

Eddie Brock nel team di Annalisa al Coca-Cola Future Legend
Qualche anno fa hai partecipato al Coca-Cola Future Legend e in quell’occasione Annalisa ti ha seguito nel tuo percorso. Cosa ti porti dietro da questa esperienza?
Lavorare con Annalisa è stato bellissimo. Mi prendeva in giro perché non usavo i social: avevo un cellulare mezzo rotto e chiedevo quello di mio cugino per fare le storie. È stata lei a spronarmi a curare la mia presenza online e a farmi capire quanto fosse importante per chi vuole fare musica.
Cosa dobbiamo aspettarci da te nel futuro?
Dovrei fare un tour tra novembre e dicembre all’interno di vari locali. Per il resto penso solo a fare nuove canzoni: ne parlo con chi lavora con me e mi faccio consigliare quale sia meglio far uscire come nuovo singolo. Vedremo.
Intervista a cura di: Victoria Picchietti